INTERVISTA A LUIGI PERICLE GIOVANNETTI (1916-2001)

INTERVISTA A LUIGI PERICLE GIOVANNETTI (1916-2001)

 

Questo testo è stato trovato nella casa di Lugi Pericle Giovannetti e si riferisce ad un’intervista con lo stesso. Non ho travato ne la rivista per la quale è stata pubblicata ne la data poiché trattasi di fogli sparsi conservati in un quadernetto. Si deve considerare che dopo il 1965 il Maestro si ritira dal mondo e rifiuta interviste o contatti con sconosciuti.

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Chiaccherata con l’autore

  1. “Lei è Giovannetti?”
  2. “…..anche”.
  3. “Cosa significa, lo è o non lo è ?
  4. “La risposta è stata molto accurata”.
  5. “Cosa è oltre a G?
  6. “G. è solo una figura strumentale temporanea, in relazione all’insieme piuttosto insignificante, in continua evoluzione. Dietro questa figura c’è la sua parte essenziale, invisibile, indistruttibile, non soggetta ad invecchiamento e non alla morte”.
  7. “Ora parlo prevalentemente con la parte essenziale?
  8. “In questo caso, parleresti con un grande uomo”.
  9. “Allora parlerò con G?
  10. “Anche”.

(nel testo tedesco il giornalista da del LEI a Giovannetti, il traduttore automatico lo ha trasformato in Tu.)

  1. “La mia curiosità è ora davvero sveglia: sai che questo essere, ego superiore? – ti assomiglia?
  2. “Se sembrasse la parte superficiale, sarebbe effimero”.
  3. “Riesci a comunicare con un essere che non ha una forma particolare?
  4. “La parte essenziale ha già una certa forma – non solo una forma materiale grossolana. Per quanto riguarda la comunicazione, è piuttosto difficile con quegli esseri che hanno assunto forme dense, come ad esempio gli altri esseri umani. “Con l’ego superiore, d’altra parte, si raggiunge il più alto livello di conversazione”.
  5. “Cosa intende per alto livello di conversazione?”.
  6. “Parlare solo dell’essenziale, altrimenti tacere”.
  7. “Tutti hanno un sé superiore?
  8. “Sì”.
  9. “Speriamo che questa creatura alta abbia anche l’umorismo?
  10. “L’umorismo è una qualità divina, e il superficiale può considerare come una grazia speciale se gliene viene data anche solo una piccola parte”.
  11. “Come si arriva al proprio io superiore?”
  12. “L’ego superiore ci raggiunge ininterrottamente, ma siamo noi che non siamo aperti a questo lato”.
  13. “Perché non possiamo?”.
  14. “Prima perché non possiamo, poi (dopo un lungo periodo di sviluppo) perché non vogliamo farlo”.
  15. “Perché non dovremmo volere di meglio?
  16. “Perché l’ignoranza è la beatitudine dell’ignoranza”.
  17. “Cosa succede se sconfiggiamo l’ignoranza?
  18. “Non sarà sconfitta da noi; tutto quello che possiamo fare è forzarla”.
  19. “Conquistata? – da chi?”.
  20. “Dalle potenze superiori”.
  21. “Non è forse una fuga senza senso occuparsi di queste cose criptiche?
  22. “Spirito e materia (mistero e superficialità) sono due manifestazioni della stessa cosa. Non è quindi assolutamente possibile fuggire da soli. Accettare solo la superficialità si traduce in così tante esperienze negative che, dopo una lunga odissea, ci si sente spinti a rivolgersi all’eterno. Ma anche la trascendenza esclusivamente scelta (con il rifiuto della vita nel mondo) non è un ideale. Nel migliore dei casi si raggiunge una forma di felicità sterile”.
  23. “Non senti che la trascendenza è come un fantasma?
  24. “La superficie è spettrale”.
  25. “Trovo il normale superficiale e me stesso anche normale e non voglio essere diverso”.
  26. “Non sei tu che decidi cosa dovresti diventare nel corso degli anni e attraverso quali esperienze viene garantito uno sviluppo superiore”.
  27. “Stai suggerendo che siamo soggetti a una leadership segreta – mi sembrerebbe piuttosto spaventoso”.
  28. “Gli incantesimi sono cecità e incoscienza”.
  29. “Una delle mie domande non ha avuto risposta: Cosa succede quando l’ignoranza viene sconfitta. Ci sentiamo come l’uccello che esce dall’uovo?
  30. “Il paragone è buono, ma un punto è impreciso: il modo in cui si immagina l’uccello nell’uovo, non è mai stato al di fuori dell’uovo – noi, d’altra parte, siamo sempre stati dove eravamo. Ci sforziamo, ma siamo accecati dalla superficialità nel senso che la riconosciamo come l’unica realtà. Ci vediamo poi come esseri isolati. In questo modo cadiamo in una prospettiva ingannevole e, di conseguenza, in un laborioso processo di sviluppo”.
  31. “Che senso ha?”.
  32. “Qual è lo scopo della resistenza dei pesi per lo sviluppo del sollevatore di pesi?
  33. “E’ la liberazione da questo laborioso processo chiamato <seconda nascita>?
  34. “Sì”.
  35. “Come si sente questa seconda nascita quando è vissuta?
  36. “Più familiare della prima nascita”.
  37. “I liberati potrebbero giustamente guardare in basso sul <prigioniero>?
  38. “Non c’è modo per la persona liberata di provare disistima, perché è identica al cuore del suo prossimo. Come ex sofferente, egli comprende profondamente la sofferenza e la fragile felicità dell’altro; da qui la sua completa compassione”.
  39. “C’è anche una chiave magica per questo cancello sigillato?
  40. “Le porte non si aprono allo stregone, ma all’ umile. Purtroppo l’umiltà viene di solito confusa con la modestia”.
  41. “Non riesco a credere a quello che mi stai dicendo e allo stesso tempo sento il suo fascino. Quindi devo cercare di ampliare la mia comprensione. C’è almeno una chiave per sbloccare l’incomprensibile, un pensiero guida che può servire da segnaletica per noi?
  42. “Per esempio: <Il vuoto contiene tutta la pienezza>; oppure: <diventi quello che pensi>; oppure: <L’energia segue il pensiero>.
  43. “Allora, qual è la tua idea principale adesso?
  44. “Accumulare ricchezza”.
  45. “Questa è quella che io chiamo sincerità, ma non avevo idea che il tuo amore per il denaro fosse così importante”.
  46. “Non si è parlato di soldi; è infinitamente più saggio raccogliere ciò che si può portare con sé se si lascia il corpo alla fine del breve viaggio”.
  47. “Quanto deve essere rassicurante avere la forza di disprezzare il denaro”.
  48. “Disprezzare il denaro è sciocco come amarlo”.
  49. “C’è un ostetrico per la seconda nascita?
  50. “In linea di principio c’è un solo ostetrico, che si manifesta nel superficiale in forme sempre nuove”.
  51. “La seconda nascita è possibile senza l’aiuto dell’ostetrica?
  52. “Quasi impossibile”.
  53. “Come farà il cieco a trovare l’aiutante?
  54. “L’ostetrica osserva e si prende cura del ricercatore molto prima che quest’ultimo cominci a sospettarlo. Se usiamo l’esempio dell’uccello nell’uovo: solo allora la madre uccello aiuta a raccogliere il guscio quando si sente abbastanza forti movimenti del giovane uccello”.
  55. “Tra i cosiddetti <master> e <leader umani> ci sono anche veri <mangiatori umani>. Come può il profano stare attento se non è chiaroveggente?”.
  56. “Tutti avranno l’ostetrica che meritano”.
  57. “E i secondi nati?”.
  58. “Un ostetrica”.

 

Per approfondire la figura di Luigi Pericle (Giovannetti)

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