… i tratti comuni fra Salinger e Luigi Pericle Giovannetti 

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… tentativo di trovare tratti comuni fra Salinger e Luigi Pericle Giovannetti

Nel ’65 in America :

  • 21 febbraio – Malcolm X viene assassinato a Manhattan.
  • 7 marzo – Bloody Sunday: circa 200 combattenti di stato dell’Alabama si scontrano con 525 manifestanti per i diritti civili a Selma, in Alabama. 
  • 8 marzo – Guerra del Vietnam: circa 3.500 marines degli Stati Uniti arrivano nel Vietnam del Sud, diventando le prime truppe da combattimento americane in Vietnam.

Entrambi si ritirano dalla scena pubblica nel ’65 ed entrambi erano seguaci di Buddismo Zen, Vivekananda, Ramakrishna etc. etc.

Credo che siamo di fronte a due anime estremamente sensibili ed evolute …

Salinger era conosciuto per la sua natura schiva e riservata, e spesso venne descritto come un misantropo[2]; nell’arco di cinquant’anni ha rilasciato pochissime interviste: ad esempio nel 1953 ad una studentessa per la pagina scolastica The Daily Eagledi Cornish, nel 1974 a The New York Times (la sua ultima intervista). Non effettuò apparizioni pubbliche, né pubblicò nulla di nuovo dal 1965 (anno in cui apparve sul New Yorker un ultimo racconto) fino alla morte, benché, secondo molte testimonianze, avesse continuato a scrivere.

Le convinzioni religiose e filosofiche

Il guru Vivekananda

Verso la fine degli anni quaranta, Salinger fu un entusiasta seguace del Buddhismo Zen, al punto che “Dava delle liste di letture sull’argomento alle ragazze con cui aveva appuntamento”[4] ed incontrò lo studioso buddista D. T. Suzuki. Dal buddhismo passò poi all’Induismo. Da allora lo scrittore, come descritto nel libro di Som P.Ranchan An Adventure in Vedanta: J. D. Salinger’s the Glass Family, studiò per tutta la vita l’Induismo nella versione Advaita Vedānta. Altre importanti figure furono per lui Shri Ramakrishna ed il suo allievo Vivekananda. Questa scuola di pensiero pone l’attenzione sul celibato e sul distacco dalle responsabilità umane come la famiglia, come vie da seguire per coloro che cercano l’illuminazione. Margaret sostiene che, forse, se suo padre non avesse letto Autobiography of a Yogi di Paramahansa Yogananda, che espone la possibilità di raggiungere l’illuminazione per coloro che seguono la via del “capofamiglia” (ovviamente una persona sposata con figli), non sarebbe mai venuta al mondo.

J. D. e Claire furono iniziati a questo percorso di Kriya yoga in un piccolo tempio Hindu che si trovava in quartiere non molto agiato di Washington. Vennero loro insegnati un mantra e degli esercizi di respirazione che dovevano praticare per dieci minuti due volte al giorno. Salinger si entusiasmava all’improvviso di volta in volta per credi diversi, credi che insisteva perché anche Claire seguisse. Si accostò a Dianetics (che in seguito prese il nome di Scientology) e, secondo Claire, incontrò anche il fondatore stesso L. Ron Hubbard.[24][46]

A questi si sostituì via via la passione per un gran numero di teorie e convinzioni spiritual/medico/nutrizionali, tra cui la Chiesa Scientista, gli insegnamenti di Edgar Cayce, l’omeopatia, l’agopuntura, la macrobiotica, il digiuno, enormi dosi di vitamina C (medicina ortomolecolare), il vomito per espellere le impurità, l’abbronzatura per mezzo di specchi solari, l’urinoterapia, la glossolalia (tecnica che apprese dal Movimento carismatico), e le sedute all’interno di un “accumulatore di orgone” per accumulare energia secondo i dettami della psichiatria Reichiana. Salinger si interessava anche di filosofia antica, in Franny and Zoeycita lo stoico Epitteto.[47]

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